Bioetica, figlia del ’68. Conversando con Maurizio Mori

Matteo Angeli intervista il professor Maurizio Mori su Ytali.com

Il Sessantotto ha incarnato una dirompente spinta di libertà, declinata anche come volontà di autonomia sul proprio corpo. Le donne, allora, rivendicavano il diritto all’aborto. Cinquant’anni dopo, il dibattito si è esteso al fine vita e alla riproduzione assistita.

“Ma un pensiero veramente attento alla libertà delle persone rinnega anche il nostro specismo nei confronti degli altri animali senzienti”

sostiene Maurizio Mori, professore ordinario di filosofia morale e bioetica all’Università di Torino, coautore del Manifesto di bioetica laica e presidente della Consulta di Bioetica, associazione di volontariato culturale che promuove il dibattito laico e razionale sui problemi etici nel campo della medicina e delle scienze biologiche.

 

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