La chiusura del Camillianum: un attacco al progetto di dialogo di papa Francesco! – di Maurizio Mori

La notizia uscita su La Stampa ieri, 24 settembre 2018, della annunciata chiusura dell’Istituto Camillianum è più che una sorpresa: lascia letteralmente basiti! La valenza psicologica di questa reazione è accentuata dalla subitaneità della decisione. Ancora l’11 luglio tutto procedeva regolarmente e non c’erano segnali di possibili temporali: in quel giorno al Camillianum si è tenuto l’Open Day per illustrare ai futuri eventuali studenti i programmi e le attività del prossimo anno, e l’entusiasmo era grande come il numero dei partecipanti. Ero presente all’evento come relatore a un interessante e partecipato dibattito scientifico sul concetto di morte, in occasione del 50° anniversario della definizione di Harvard (1968), e posso confermare che tutto pareva andare a gonfie vele. In quel giorno è stata anche ufficialmente firmata la Convenzione tra l’Università di Torino e l’Istituto Camillianum per la prossima edizione del Master biennale in “Bioetica, Pluralismo e Consulenza Etica” che già sta raccogliendo le pre-iscrizioni, e non c’era affatto sentore di una prossima chiusura.

Ecco perché la notizia mi ha colto come un fulmine a ciel sereno! Al di là dell’aspetto psicologico e della oggettiva preoccupazione per il normale svolgimento del Master, la chiusura dell’Istituto Camillianum solleva un problema culturale. Infatti, negli ultimi anni il Camillianum ha rappresentato in Italia la punta avanzata del dialogo col mondo laico e dell’apertura a ipotesi innovative. Basta dare uno sguardo alle varie attività organizzate negli ultimi anni, per cogliere come il Camillianum abbia preso sul serio e si sia prontamente mosso in linea col programma di papa Francesco. Come è noto, nella Veritatis Gaudium (2018) papa Francesco ha osservato che “oggi non viviamo soltanto un’epoca di cambiamenti, ma un vero e proprio cambiamento d’epoca”, e per questo anche la Chiesa deve fare scelte coraggiose se vuole continuare a offrire il proprio servizio agli uomini che vivono in condizioni del tutto nuove. La Tradizione non è la mera ripetizione di ciò che si è fatto nel passato, ma comporta “discernimento” e capacità di lettura dei tempi. È per questo che invece di arroccarsi nel bunker e sparare a una modernità considerata cattiva e iniqua, papa Francesco ha preferito la linea del dialogo, proponendo la Chiesa come ospedale da campo pronta a curare le ferite degli uomini.

Da sempre il Camillianum ha approfondito la pastorale sanitaria, e anzi è l’unico Istituto al mondo specializzato in tale settore. Forse per questo il Camilianum ha colto subito la sollecitazione e più di ogni altro centro cattolico si è prontamente mosso sulla scia delle indicazioni dialogiche di papa Francesco. Il Master in Bioetica con la cattedra di bioetica dell’università di Torino che mette in evidenza il “pluralismo” è la conclusione di questo innovativo percorso aperto al dialogo.

Non sono note le ragioni che hanno portato alla proposta di chiudere il Camillianum, ma dal punto di vista culturale è chiaro che tale decisione sarebbe una netta bocciatura del programma di papa Francesco e un forte attacco alla linea pastorale tipica del papato. Forse perché più vicini alle sofferenze, i Camilliani finora sono sempre stati di solito un Ordine “aperto” e pronto a recepire tesi innovative: stupisce molto vedere come ora, chiudendo il Camillianum, si mettano decisamente di traverso per contrastare il programma di papa Francesco.

La chiusura di un Istituto universitario è sempre una perdita secca per la cultura. Nel caso specifico, la chiusura del Camillianum è una gravissima perdita per la cultura cattolica. Ma ci perde anche il mondo laico che, improvvisamente, si trova privato di un punto di riferimento per un possibile dialogo. La vera tragedia sta nel fatto che una simile decisione metterebbe in difficoltà la linea della cultura laica dialogante con le religioni e avvalora invece la prospettiva neo-atea, per la quale le religioni sono semplicemente da abolire senza esitazione, anche perché le proposte di dialogo alla fine risultano essere finzioni o diversivi. Se fosse possibile annullare l’annunciata richiesta di chiusura del Camillianum, l’intera cultura italiana ne trarrebbe grande beneficio e anche la linea della cultura laica disposta a dialogare con le religioni e col cattolicesimo in particolare ne verrebbe rafforzata.

 

Maurizio Mori
Ordinario di filosofia morale, Università di Torino; presidente della Consulta di Bioetica Onlus, membro del Comitato Nazionale per la Bioetica; direttore di Bioetica. Rivista interdisciplinare.

1 thought on “La chiusura del Camillianum: un attacco al progetto di dialogo di papa Francesco! – di Maurizio Mori”

  1. Mi sembra perfino inverosimile…! La trovo una decisione inspiegabile anche se non so nulla delle motivazioni che possono aver suggerito questa decisione. Spero proprio che sia un falso allarme… ho avuto spesso contatti con il mondo camilliano e ritengo, nella mia esperienza di medico, che nell’attuale panorama etico italiano siano una base culturale indispensabile. Grazia

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