La Consulta di Bioetica lancia “Il Manifesto per l’eutanasia” durante la conferenza stampa a Montecitorio

PER L’EUTANASIA
Approvato dall’Assemblea dei soci a Novi Ligure e presentato nella Sala del Mappamondo-Palazzo Montecitorio
in occasione convegno internazionale di Roma il 27 giugno 2017

Già nel 1974 alcuni premi Nobel deploravano con forza “l’insensibilità morale e le restrizioni giuridiche che impediscono di considerare le ragioni etiche per l’eutanasia” e ricordavano che “è crudele e barbaro obbligare una persona a essere tenuta in vita contro la sua volontà e non ascoltare le sue richieste di una fine decorosa dopo che sono svanite la dignità, la bellezza, la promessa di futuro e il significato della vita e la persona può solo indugiare in uno stato di agonia o di drammatico sfacelo. L’imposizione di sofferenze non necessarie è un male che deve essere evitato dalla società civilizzata”.

L’esigenza di poter disporre dell’eutanasia si è acuita negli ultimi 4 decenni per la convergenza di vari fattori come l’aumento dell’attesa di vita, l’aumento di patologie croniche e degenerative particolarmente complesse, e soprattutto il crescente impegno civile per l’autodeterminazione e per l’eliminazione del dolore e della sofferenza. Nelle società moderne e secolarizzate l’opinione pubblica è sempre più favorevole a richiedere una morte assistita, dignitosa e, quando possibile, libera da sofferenza inutile.
A sostegno di tale cambiamento morale sta l’ormai diffuso consenso circa la liceità del rifiuto delle terapie: oggi pressoché tutti affermano che è moralmente lecito e giusto non-iniziare o sospendere interventi futili o sproporzionati, che non farebbero altro che rendere insopportabile la situazione.

Nonostante gli avanzamenti compiuti dalla medicina moderna e soprattutto i passi da gigante della medicina palliativa, ci sono ancora persone che alla fine della vita si trovano in situazioni tragiche e

insopportabili. A costoro va garantita l’opportunità di richiedere l’eutanasia o il suicidio assistito con cui assicurare loro la dignità del morire. È lo stesso principio etico che ingiunge di evitare l’accanimento terapeutico che porta a giustificare l’assistenza al morire. Come è eticamente giusto

evitare gli interventi futili e sproporzionati che creano artificialmente situazioni strazianti che contrastano con la dignità del morire, così è altrettanto giusto in presenza di situazioni tragiche create dalla natura offrire quelle opzioni che possono garantire alla persona una morte dignitosa.Olanda, Belgio e Svizzera già da anni hanno aperto la strada a forme di assistenza al morire e presentano esperienze consolidate. Più di recente anche California e Canada hanno legiferato al riguardo e le notizie sul tema sono confortanti. La Consulta di Bioetica Onlus ritiene che i tempi siano maturi perché si provveda a varare leggi atte a regolamentare l’assistenza alla morte volontaria. L’esperienza acquisita in questo ambito conferma che la consapevolezza di godere dell’opportunità di uscire dalla vita con dignità consente alle persone di programmare meglio l’esistenza e di affrontare la fine della loro vita in modo più sereno. Come ha scritto il Governatore della California Jerry Brown nell’approvare la legge: “Non so che cosa farei se stessi morendo tra dolori prolungati ed estenuanti. Sono però certo che sarebbe un conforto avere la possibilità di considerare l’opzione offerta da questa legge. E non vorrei negare quel diritto ad altri”.
Alla luce di questi cambiamenti morali, sociali e culturali che portano a sottolineare il rispetto dell’autonomia anche alla fine della vita, la Consulta di Bioetica Onlus

CHIEDE

CHE ANCHE IN ITALIA SIA PRESTO VARATA UNA LEGGE CHE PERMETTA E REGOLI

L’EUTANASIA E/O (IN SUBORDINE) IL SUICIDIO ASSISTITO.

Scarica il comunicato stampa in formato pdf 2017 06 giu 27 ROMA Manifesto eutanasia definitivo ultimo 1

 

2 thoughts on “La Consulta di Bioetica lancia “Il Manifesto per l’eutanasia” durante la conferenza stampa a Montecitorio”

  1. Buongiorno. Sono Rossella Meduna. Nell’ambito di mie attività di volontariato faccio da mediatrice in un gruppo FB per persone con disagio psichico, un gruppo che potrebbe configurarsi come “laboratorio di libero pensiero”. Qualche membro del gruppo ha sollevato la questione dell’eutanasia per pazienti psichiatrici… Onestamente, nonostante tutte le mie letture, mi trovo impreparata. L’autodeterminazione di persone con invalidità psichica… Help! Avreste una bibliografia specifica da suggerirmi o anche riflessioni personali? Grazie

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