La Consulta di Bioetica lancia “Il Manifesto per l’eutanasia” durante la conferenza stampa a Montecitorio

PER L’EUTANASIA Approvato dall’Assemblea dei soci a Novi Ligure e presentato nella Sala del Mappamondo-Palazzo Montecitorio in occasione convegno internazionale di Roma il 27 giugno 2017 Già nel 1974 alcuni premi Nobel deploravano con forza “l’insensibilità morale e le restrizioni giuridiche che impediscono di considerare le ragioni etiche per l’eutanasia” e ricordavano che “è crudele e barbaro obbligare una persona a essere tenuta in vita contro la sua volontà e non ascoltare le sue richieste di una fine decorosa dopo che sono svanite la dignità, la bellezza, la promessa di futuro e il significato della vita e la persona può solo indugiare in uno stato di agonia o di drammatico sfacelo. L’imposizione di sofferenze non necessarie è un male che deve essere evitato dalla società civilizzata”. L’esigenza di poter disporre dell’eutanasia si è acuita negli ultimi 4 decenni per la convergenza di vari fattori come l’aumento dell’attesa di vita, l’aumento di patologie croniche e degenerative particolarmente complesse, e soprattutto il crescente impegno civile per l’autodeterminazione e per l’eliminazione del dolore e della sofferenza. Nelle società moderne e secolarizzate l’opinione pubblica è sempre più favorevole a richiedere una morte assistita, dignitosa e, quando possibile, libera da sofferenza inutile. A sostegno di tale cambiamento morale sta l’ormai diffuso consenso circa la liceità del rifiuto delle terapie: oggi pressoché tutti affermano che è moralmente lecito e giusto non-iniziare o sospendere interventi futili o sproporzionati, che non farebbero altro che rendere insopportabile la situazione.

La Consulta di Bioetica onlus ricorda Stefano Rodotà

  Ci ha lasciato un grande e appassionato studioso e sostenitore dei diritti civili e della bioetica. Stefano Rodotà si è a lungo occupato dei temi bioetici di inizio e fine vita. Le sue riflessioni, mai banali, sempre approfondite, hanno costituito e costituiscono uno dei punti di vista laici più qualificati del dibattito italiano. Ha sempre letto i diritti legati alla bioetica avendo come principio orientativo la Costituzione e l’autodeterminazione. La Consulta di Bioetica abbraccia la famiglia e ricorderà Stefano nel suo nel convegno internazionale sull’eutanasia del prossimo 27 e 28 giugno a Roma.

Recensione di “Le parole della bioetica” di Maria Teresa Busca e Elena Nave (curatrici)

Etica per un figlio di Fernando Savater fu uno dei grandi successi editoriali dei primi anni Novanta, nel quale il filosofo spagnolo, rivolgendosi al figlio adolescente, dimostrava come una morale laica, senza integralismi, miti e assoluti, potesse fornire modelli educativi efficaci e autonomi. Non sarebbe forse scorretto parlare di “Bioetica per un figlio” a proposito del dizionario ragionato che Maria Teresa Busca ed Elena Nave hanno curato per l’editore Ananke.

“Questa è la scienza bellezze!” Recensione dell’ultimo libro di Carlo Flamigni e di Maurizio Mori

Questa è la scienza bellezze! è un libro che trasporta il lettore nel futuro. Il fascino della scoperta scientifica e le problematiche che questa incontra nella vita reale sono il filo conduttore di questo saggio. In particolare il volume, partendo dal 1978, anno in cui nacque la prima bambina concepita in vitro, analizza il dibattito culturale creatosi in Italia a partire da questo avvenimento, dibattito che ha raggiunto toni molto aspri anche perché ha toccato alcuni concetti come natura e famiglia che sono stati sempre fortemente impregnati dai dogmi del pensiero cattolico.

Tutela la salute: il diritto alla salute negato, privatizzato e mercificato

Il titolo del libro “Tutela la salute” testimonia l’appassionato approccio dell’Autore, Luca Benci, all’articolo 32 della Costituzione, che attribuisce alla Repubblica la tutela della salute come fondamentale diritto dell’individuo ed interesse della collettività. Il sottotitolo “Il diritto alla salute negato, privatizzato, mercificato”, pur perfettamente aderente agli argomenti del testo, è francamente riduttivo: non consente infatti di cogliere la progressione dell’analisi e la scansione logica che collega le varie aree tematiche affrontate nel volume. Piace riprendere un’espressione adottata dall’Autore nella sua presentazione: regressione del diritto fondamentale della salute. L’espressione coglie il processo involutivo che ha coinvolto il diritto alla salute, dopo il suo – comunque tardivo rispetto alla carta costituzionale – riconoscimento attraverso il servizio sanitario nazionale. Anche questa espressione pare tuttavia imperfetta, perché il processo di regressione è iniziato prima della compiuta affermazione del diritto.