Scienza, politica e cittadinanza

“Da più direzioni, Unione Europea inclusa, arriva l’invito a che la ricerca scientifica collabori con i più ampi gruppi sociali: la partecipazione diffusa e il profondo radicamento dell’innovazione influenzano infatti positivamente il progresso scientifico e lo sviluppo sociale. Una simile concezione, si sostiene in questo libro,è sorretta teoricamente dalla riflessione di John Dewey secondo cui la scienza, fondata sullo spirito antidogmatico, è l’agente dello sviluppo e del progresso sociale. La posizione pragmatista di Dewey può fornire un modello interpretativo e di possibile trasformazione positiva del rapporto tra scienza e società, che può essere traferito nell’educazione e nella politica e che si presenta come uno strumento in grado di rispondere concretamente agli abusi del potere economico e alle più retrive forme individualistiche”. (Introduzione, p.XIV)

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Fabrizio Rufo è docente di Bioetica presso la Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali della Sapienza Università di Roma. Co-curatore della mostra Dna. Il grande libro della vita da Mendel alla genomica, record di visite al Palazzo delle Esposizioni di Roma, ha pubblicato con Donzelli Il codice della vita. Una storia della genetica tra scienza e bioetica (2017), insieme a Bernardino Fantini.

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