Una storia di donne – di Maria Teresa Busca – recensione del romanzo “Buone ragioni. Storia di Livia e di Alessandra” di Marina Mengarelli

L’interessante lavoro di Marina Mengarelli Flamigni, Buone ragioni. Storia di Livia e di Alessandra, è un romanzo a due voci. Entrambe le protagoniste si raccontano e mano mano che si procede nella lettura si resta catturati ora da una ora dall’altra, sempre alla ricerca del fil rouge che le lega.

L’impianto narrativo è valido e tiene desta l’attenzione del lettore.

Un romanzo al femminile, sui problemi delle donne e sulla loro infinita capacità di affrontarli.

Ma è anche molto di più, è anche uno sguardo disincantato e commosso al tempo stesso, sulla maternità. La ricerca della maternità, quanto sia complesso affrontare il tunnel che può portare a concepire e partorire un figlio. E quanti tipi di maternità ci possono essere. E sempre la donna al centro.

Alessandra è la voce portante, quella che si sente di più, mentre Livia si racconta meno ma per questo non perde di intensità. È più ironica, le bastano poche battute. Alessandra è più descrittiva e ci si chiede sovente durante la lettura del romanzo che cosa leghi queste due donne.

Perché sono due donne vive e non due personaggi letterari, questa è l’abilità di Marina Mengarelli. Non descrive ma rende vive le due protagoniste. E i loro problemi sono anche un po’ di chi legge che vorrebbe interloquire con loro, consigliarle, criticarle o approvarle, a seconda dei momenti.

I problemi con cui Livia e Alessandra hanno a che fare sono quelli di due donne giovani, hanno circa quaranta e trentotto anni, figlie di una madre che è stata una sessantottina molto attiva, abituate a discutere e a vivere intensamente la realtà che le circonda.

I loro problemi, quelli di Alessandra in particolare, sono legati al desiderio di maternità, a tutte le possibilità di cui oggi una donna può usufruire per diventare madre. Ma ogni possibilità reca con sé aspetti problematici che vengono descritti, attraverso le sensazioni delle protagoniste, con semplicità e partecipazione.

Alessandra e Livia sono il frutto dei tanti volti delle tante donne che oggi si interrogano sulle problematiche legate alla maternità, ma non per questo perdono di identità. Sono ritratti in rilievo che spiccano nella pagina scritta e interpellano il lettore.

Alla fine sarà anche svelato il piccolo mistero del loro legame, una complicità al femminile che è sottesa a tutto il romanzo.

Marina Mengarelli ha scritto un libro che si legge con grande piacere e che lascia il segno. Un romanzo da cui si impara anche su se stesse, lasciando al termine un senso di completezza.

Marina Mengarelli Flamigni, Buone ragioni. Storia di Livia e di Alessandra, Pendragon, Bologna 2017

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